Presentazione

Abbiamo bisogno di immaginare cose che oggi non ci sono, ma lo possiamo fare solo affrontando le sfide che abbiamo davanti. Abbiamo bisogno di produrre nuove intuizioni e nuova conoscenza, di vedere i problemi in maniera diversa, di vedere le persone con fragilità non come un peso, ma come una ricchezza per la comunità locale con la loro presenza, perché rimandano un insieme di stimoli, di domande e di interrogativi su chi siamo e dove vogliamo andare.

1 ottobre 2010: formalizzato l'accordo per la realizzazione del progetto
15 associazioni comasche insieme per una grande sfida: diffondere la figura dell'amministratore di sostegno per le persone con fragilità affinché possano essere legittimamente rappresentati e avere la giusta protezione giuridica. Dopo molti mesi di lavoro progettuale in cui si è cercato di interpretare il bisogno del territorio e di individuare possibili risposte, ecco delineato il progetto AdS Como. Le associazioni, costituite da persone che volontariamente mettono a disposizione il proprio tempo e la propria competenza, si sono ritrovate intorno a due principi generali che hanno ispirato la stesura del progetto:

  1. l'attivazione delle reti all'interno della comunità locale come primo passo per una reale prospettiva di cambiamento culturale e strutturale
  2. il sostegno e la diffusione dell'istituto dell'AdS attraverso la rete associativa, seguendo la legge n° 6 del 2004 e nel rispetto della normativa regionale.

Pietra angolare: la sussidiarietà
L'attivazione delle reti, all'interno della comunità locale è il primo passo per una reale prospettiva di cambiamento culturale e strutturale. Affinché un progetto di vita raggiunga l'obiettivo dell'inclusione sociale delle persone con fragilità e delle loro famiglie risulta determinante l'attivazione del territorio. Il progetto ricerca l'inclusione fuori da ambienti protetti e dentro la vita non strutturata. E' qui che ci si trova a fare i conti con un territorio capace di offrire risposte che integrano o al contrario trascurano.
In linea con la logica della sussidiarietà, prevista dalla Costituzione, promossa dalla legge 328/00, e sostenuta e sviluppata dalla L.R 3/08 che prevede la presa in carico in modo attivo, da parte delle comunità locali, dei bisogni dei gruppi sociali svantaggiati, risulta culturalmente importante che le organizzazioni di volontariato e i loro volontari, preparati e opportunamente sostenuti, divengano partner dell'ente pubblico non solo nella condizione di chi sollecita supporti prestazioni e servizi, ma anche in quella di chi vuole collaborare con le istituzioni e la società civile a farsi promotori di risposte a lungo respiro. Per rispondere realmente ai bisogni della comunità locale è perciò necessario promuovere una maggiore responsabilizzazione della società civile, attraverso la logica della cittadinanza attiva. Il territorio viene così chiamato in prima persona ad attivarsi, a ricercare attraverso un'azione sinergica e solidale, le risposte a problemi che riguardano la comunità stessa.

Esserci perchè
Le associazioni firmatarie del Protocollo d'Intesa hanno aderito al progetto regionale in quanto credono fermamente nella legge sull'amministratore di sostegno:

  • perché al centro della legge viene posta la persona e non solo il suo patrimonio
  • perché si tratta di una legge che si può estendere a tutte le persone fragili
  • perché rappresenta una risposta di civiltà per la tutela della dignità e della qualità della vita umana esaltando le capacità esistenti
  • perché non esaspera le diversità ma si propone come risposta sociale ai problemi del disagio e della fragilità
  • perché sensibilizza il contesto sociale a prendersi cura delle persone svantaggiate
  • perché propone alla comunità locale un ruolo attivo e responsabile di raccordo tra la sfera del privato sociale e quella pubblica dei servizi e delle istituzioni.

 

 
 

 

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