Vicini alla Persona: è tempo di un punto sulla rete comasca per la protezione giuridica

 

E’ persistente nel comasco il grande bisogno e attesa di protezione, così come evidente e rilevante appare il costante ricorso alle nomine istituzionali o di professionisti o ai sindaci (quando disponibili) ogniqualvolta non sia utilizzabile o inidonea la presenza del familiare ad assumere il ruolo di ADS. Permane anche, in misura meno rilevante del passato, la propensione alla difesa del patrimonio piuttosto che l’attenzione alla persona e alla qualità della vita. La gestione del progetto di vita individuale, oltre la gestione dell’eventuale patrimonio, sta diventando realmente sempre più complesso e problematico e necessita di energie congiunte di cura sociale e sinergie creative. In questa situazione trova spazio il lavoro di un volontariato motivato, disponibile e competente che nel territorio comasco ha ormai consolidato il proprio ruolo per rispondere in maniera adeguata e corale al bisogno di protezione giuridica espresso dalla popolazione più fragile.

La rete associativa, oggi denominata Vicini alla Persona, lavora dal 2010 per promuovere, innovare e consolidare la protezione giuridica e la volontaria giurisdizione in provincia di Como, dopo la prima fase di infrastrutturazione sociale che, a partire dal volontariato, ha costruito una rete interassociativa stabile, in grado di sviluppare funzioni diversificate utili allo sviluppo di un sistema di servizi per la protezione giuridica condivisa con le istituzioni locali. Negli ultimi 20 mesi, abbiamo continuato a lavorare per stabilizzare il grande lavoro di insediamento svolto negli anni precedenti di sperimentazione, per contribuire al rafforzamento di un sistema sussidiario a garanzia della protezione giuridica delle persone fragili.
Lavoriamo per:
- lo sviluppo delle competenze dell'associazionismo provinciale nell'occuparsi di autotutela e di advocacy 
- il rafforzamento e messa in rete di servizi territoriali, pubblici e privati, di sostegno informativo per la presentazione del ricorso e per gli AdS già nominati (spazi di informativo definizione del ricorso e accompagnamento AdS)
- la sensibilizzazione della rete associativa verso la protezione giuridica e verso volontari disponibili a diventare AdS 
- la costruzione di un coordinamento stabile interistituzionale collaborativo e sinergico 
L'obiettivo prioritario è creare le condizioni, perché le persone con fragilità e i loro familiari, possano avere accanto, nel momento del bisogno di informazione, sostegno, accompagnamento, una persona vera in grado di dare attenzione, valorizzandola, interpretandone i bisogni e rappresentandola nella cura degli interessi personali e patrimoniali. Su richiesta del la nostra associazione si è resa disponibile ad assumere direttamente l'amministrazione di sostegno a favore di 7 beneficiari, creando così, quando possibile, quelle microreti di prossimità, sinergiche tra enti pubblici e privati, di riferimento e sostegno a situazioni complesse di fragilità.

Di fronte alle criticità, che la carenza di risorse economiche ha generato nello sviluppo della progettualità in essere, per mantenere responsabilmente la continuità e la qualità dell'intervento in provincia di Como, abbiamo dovuto darci delle priorità, fare delle scelte:
- abbiamo mantenuto la presenza capillare sui territori, pur accorpando le sedi meno idonee e ridimensionando la rete telefonica dei punti informativi per abbassare i costi (la presenza su tutta la provincia è garantita, oltre che dalle sedi istituzionali, dalla stessa rete associativa le cui sedi sono disponibili per incontri sia informativi che di sensibilizzazione o formazione)
- abbiamo sostenuto i volontari dei punti informativi, risorsa insostituibile del sistema
- abbiamo rinforzato l'azione informativa dello sportello, molto attivo, presso il Tribunale con il quale, permangono rapporti molto collaborativi e sinergici
Può accadere che gli Enti pubblici attivi nel sistema della protezione giuridica, pur in presenza di uno strumento esplicativo come le Linee Guida, adottino per lo più criteri propri nella relazione sussidiaria, mantenendo le prerogative di modello organizzativo autoreferente per difficoltà nello sviluppo di azioni sinergiche. Appaiono comunque indispensabili indicazioni normative più chiare e circostanziate che agevolino il consolidamento delle reti interistituzionali e il cambiamento, piuttosto che auspicare risoluzioni mosse da circostanze più o meno favorevoli. 
La rete associativa va supportata anche economicamente perché sono necessari professionisti che, dall'interno del sistema associativo, operino per garantire la qualità e la capillarità delle azioni come la costante sensibilizzazione. L'assenza di un referente operativo che ha sostenuto e qualificato in passato l'azione progettuale, aggiunge maggiore fatica all'impegno e si fa sentire, anche e soprattutto attraverso le rinunce di operatività alle quali abbiamo dovuto ricorrere per mantenere la qualità complessiva del nostro intervento.
Tramite il Tavolo Interistituzionale AdS per la provincia di Como, di cui facciamo parte, abbiamo chiesto aiuto per realizzare insieme, le azioni prioritarie necessarie, nell'ottica del mantenimento e miglioramento nel tempo del sistema della protezione giuridica, in termini di appropriatezza, efficienza, efficacia e qualità, un sostegno concreto rispetto alla partecipazione sussidiaria della rete associativa di Vicini alla Persona.
Nello specifico, sulle azioni di sostegno: 
- all'informazione, 
- alla sensibilizzazione finalizzata, oltre che alla conoscenza della Legge 6 e delle opportunità territoriali, anche alla ricerca e alla formazione di AdS volontari, 
- all'accompagnamento e al sostegno degli AdS nominati, 
recentemente abbiamo chiesto l'impegno, in particolare ai Piani di Zona e quindi ai Sindaci dei Comuni, e alla Asl, per la sua azione di regia del Tavolo Interistituzionale AdS, a contribuire, anche economicamente, per rendere concretamente sostenibile il funzionamento efficiente ed efficace della rete Vicini alla Persona, operante nel sistema della protezione giuridica provinciale e regionale. Ad esempio abbiamo portato l'esperienza di Telefono Donna, una realtà nella nostra provincia a cui ispirarsi, di rete di sostegno su tematiche e azioni specifiche che, con il sostegno degli enti pubblici, è divenuta, nel tempo, un luogo prezioso di accoglienza per donne maltrattate, un'azione sussidiaria insostituibile, un'opportunità di ricostruzione del benessere sociale.

 

 
 

 

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